Università degli Studi di Bologna

Parte III: Organi dell'Ateneo

Art. 33 - Organi di Ateneo

1. Gli organi di governo dell'Università sono il Rettore, il Senato Accademico, il Consiglio di Amministrazione. Sono altresì organi dell'Ateneo la Giunta di Ateneo, il Consiglio studentesco e il difensore civico.

Art. 34 - Rettore

1. Il Rettore rappresenta l'Ateneo a ogni effetto di legge.
Spetta al Rettore:
a) convocare e presiedere il Senato Accademico, il Consiglio di Amministrazione e la Giunta d'Ateneo, curando l'esecuzione delle rispettive deliberazioni;
b) vigilare su tutte le strutture e i servizi dell'Ateneo, impartendo le opportune direttive per il buon andamento delle attività e per la corretta applicazione delle norme dell'ordinamento universitario, e adottando criteri organizzativi atti a garantire l'individuazione delle responsabilità;
c) garantire l'autonomia didattica e di ricerca dei docenti;
d) esercitare l'autorità disciplinare nei confronti del personale di ogni categoria;
e) stipulare le convenzioni tra Università e Amministrazioni pubbliche o altri soggetti pubblici e privati;
f) emanare lo Statuto e i regolamenti e curarne l'inserimento nella raccolta ufficiale dei regolamenti;
g) presentare all'inizio di ogni anno accademico una relazione pubblica sullo stato dell'Ateneo;
h) presentare al Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica le relazioni previste dalla legge;
i) esercitare ogni altra attribuzione che gli sia demandata dall'ordinamento universitario, dallo Statuto e dai regolamenti.
In caso di necessità ed indifferibile urgenza può assumere i necessari provvedimenti amministrativi di competenza del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico riferendone, per la ratifica, nella seduta immediatamente successiva.
2. Il Rettore delega di norma alla Giunta di Ateneo l'esercizio di proprie funzioni nelle seguenti materie:
- assegnazione spazi e risorse edilizie;
- diritto allo studio;
- strutture o sedi decentrate;
- rapporti con altre Università e istituzioni di ricerca.
3. Il Rettore designa un Prorettore vicario, scelto fra i professori di ruolo di prima fascia. Il Prorettore vicario sostituisce il Rettore in ogni sua funzione in caso di assenza o impedimento. Il Prorettore vicario è membro di diritto del Consiglio di Amministrazione e della Giunta d'Ateneo e può partecipare,
se richiesto dal Rettore, alle sedute del Senato Accademico senza diritto di voto.
4. Il Rettore è eletto fra i professori di ruolo di prima fascia, a tempo pieno, dura in carica quattro anni accademici e non può essere rieletto consecutivamente più di una volta.
L'elettorato attivo per l'elezione spetta:
a) ai professori di ruolo e fuori ruolo;
b) ai rappresentanti dei ricercatori nei Consigli di Facoltà.
5. La convocazione del corpo elettorale è effettuata dal decano o, in caso di sua assenza o impedimento, dal professore di prima fascia che lo segue in ordine di anzianità, almeno quaranta giorni prima della data stabilita per le votazioni e non più di centottanta giorni prema della scadenza del mandato del Rettore in carica. Nel caso di anticipata cessazione, la convocazione deve avere luogo fra il trentesimo e il novantesimo giorno successivo alla data della cessazione.
6. Il Rettore nelle prime tre votazioni è eletto a maggioranza assoluta dei votanti che costituiscano almeno la metà più uno degli aventi diritto. In caso di mancata elezione si procederà con il sistema del ballottaggio fra i due candidati che nell'ultima votazione abbiano riportato il maggior numero di voti. In caso di parità, risulta eletto il candidato con maggiore anzianità nel ruolo di professori di prima fascia e, in caso di ulteriore parità, quello con maggiore anzianità anagrafica.
7. Il candidato che abbia ottenuto la prescritta maggioranza è proclamato eletto dal decano, è nominato dal Ministro dell'Università della Ricerca Scientifica e Tecnologica ed entra in carica all'inizio dell'anno accademico. Nel caso di anticipata cessazione, assume la carica all'atto della proclamazione. In tal caso il Rettore resta in carica fino all'inizio dell'anno accademico successivo al compimento del quadriennio.

Art. 35 - Giunta d'Ateneo

1. Il Rettore presiede la Giunta d'Ateneo composta da sei membri designati su proposta del Rettore dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione tra i propri componenti, nonché dal Prorettore vicario e dal Direttore Amministrativo
2. Alle riunioni della Giunta di Ateneo partecipa, senza diritto di voto, uno studente designato in qualità di osservatore dal Consiglio Studentesco.
3. Il Rettore, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, ai sensi rispettivamente degli artt. 34.2, 36.5, 37.3, possono delegare alla Giunta l'esercizio di proprie attribuzioni.
Spettano alla Giunta d'Ateneo poteri di proposta in merito a:
a) regolamenti di Ateneo;
b) piante organiche del personale docente e non docente;
c) piano di sviluppo edilizio dell'Ateneo;
d) ripartizione dei contributi per biblioteche e laboratori;
e) ripartizione dei finanziamenti per la ricerca.
4. La presidenza delle commissioni permanenti, con funzioni istruttorie e di vigilanza nei settori bilancio e programmazione, edilizia e spazi, personale tecnico amministrativo, è riservata ai componenti della Giunta membri del Consiglio di amministrazione; la presidenza delle commissioni permanenti, con funzioni istruttorie nei settori ricerca scientifica, studenti e diritto allo studio, rapporti con altre Università e istituzioni di ricerca, è riservata ai componenti della Giunta membri del Senato accademico. Le restanti modalità relative alla composizione e al funzionamento delle commissioni permanenti con funzioni istruttorie sono stabilite dall'apposito regolamento, approvato a maggioranza assoluta dei componenti dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione.
5. Il presidente della commissione per il personale tecnico-amministrativo, nella quale dovranno comunque essere compresi il Direttore Amministrativo o un suo delegato, rappresentanti delle strutture didattiche e scientifiche nonché del personale non docente dei servizi centrali e dei consigli di Dipartimento, presiede la commissione per la negoziazione decentrata prevista dall'ordinamento vigente. Alla medesima commissione sono riconosciuti poteri di iniziativa e di consultazione, a titolo facoltativo, per i provvedimenti a contenuto generale in materia di organizzazione e gestione del personale.
6. La Giunta di Ateneo presenta al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione in seduta congiunta la proposta di bilancio preventivo nella quale provvede ad illustrare gli indirizzi generali e le scelte di bilancio con particolare riguardo alla relazione intercorrente tra la proposta e il piano di sviluppo dell'Ateneo nonché i risultati di gestione conseguiti nell'esercizio preceden-te, rappresentati dal rapporto annuale previsto dall'art. 49.5 del presente Statuto.
7. Della relazione tra progetto di bilancio preventivo e rapporto annuale di gestione va effettuato espresso e motivato riferimento in tutti i casi in cui la proposta della Giunta di Ateneo preveda l'aumento dei contributi a carico degli studenti.
8. La convocazione e l'O.d.G. delle riunioni della Giunta di Ateneo devono essere affissi, con almeno tre giorni di anticipo, in apposito albo situato nella Sede Centrale dell'Università. I verbali delle riunioni, redatti a cura del Direttore Amministrativo o di un Funzionario da Lui delegato, sono pubblici e devono essere sollecitamente trasmessi agli organi di governo dell'Ateneo.

Art. 36 - Senato Accademico

1. Il Senato Accademico esercita tutte le competenze relative alla programmazione e al coordinamento delle attività didattiche e di ricerca dell'Ateneo, fatte salve le attribuzioni delle singole strutture didattiche e scientifiche.
Il Senato Accademico è costituito con Decreto del Rettore ed è composto da:
a) il Rettore;
b) i Presidi delle Facoltà presenti nell'Ateneo, anche in rappresentanza degli Istituti;
c) dodici rappresentanti, eleni per un triennio, delle grandi aggregazioni scientifico-disciplinari presenti nell'Ateneo. L'elettorato attivo e passivo spetta ai professori di ruolo e ai ricercatori confermati. La metà dei rappresentanti è eletta tra i Direttori di Dipartimento.
2. Ai fini di cui alla lettera c) del comma precedente sono eletti, per ciascuna delle sei aggregazioni scientifico-disciplinari, due rappresentanti dei quali almeno uno scelto tra i Direttori di Dipartimento. Le sei aggregazioni corrispondono alle seguenti aree:
a) scienze matematiche, fisiche, chimiche;
b) scienze biologiche, geologiche, agrarie;
c) scienze ingegneristiche;
d) scienze mediche e medico-veterinarie;
e) scienze umanistiche;
f) scienze giuridiche, politologiche, economiche.
3. Spetta in particolare al Senato Accademico:
a) elaborare e approvare, sentito il Consiglio di Amministrazione, il piano pluriennale di sviluppo dell'Ateneo tenendo conto delle indicazioni avanzate dalle strutture didattiche e scientifiche;
b) predisporre e approvare, prima dell'inizio di ogni anno accademico, il programma annuale per l'attività didattica e scientifica sulla base del piano pluriennale di sviluppo e degli indirizzi formulati dal Rettore;
c) determinare i criteri per la distribuzione del personale docente e ricercatore fra le strutture didattiche e scientifiche;
d) promuovere specifiche iniziative atte a stabilire un equilibrato rapporto tra risorse disponibili e domande di iscrizione;
e) avanzare proposte al Consiglio di Amministrazione per l'assegnazione di personale tecnico e amministrativo alle strutture didattiche e di ricerca;
f) approvare il regolamento degli studenti, e i regolamenti interni approvati dalle strutture didattiche e di ricerca;
g) esprimere parere sul bilancio di previsione predisposto dalla Giunta di Ateneo;
h) avanzare al Consiglio di Amministrazione proposte per la ripartizione dei finanziamenti per la ricerca erogati all'Ateneo;
i) esprimere parere sul Regolamento per l'amministrazione, la finanza e la contabilità dell'Ateneo;
l) elaborare le relazioni sull'attività didattica e scientifica dell'Ateneo;
m) determinare i criteri per l'attuazione dei programmi nazionali e internazionali di cooperazione.
4. Il Senato Accademico è convocato dal Rettore in via ordinaria almeno una volta ogni due mesi e, in via straordinaria, quando ne faccia richiesta almeno un quarto dei suoi membri.
5. Il Senato Accademico, con le modalità di cui alla Disp. I della Parte V del presente Statuto, può delegare alla Giunta d'Ateneo l'esercizio di proprie attribuzioni salvo quanto previsto dalle lettere a), c), d), f), g), i) e m) del primo comma del presente articolo, nonché b) limitatamente all'approvazione.
6. Alle adunanze del Senato Accademico partecipa, con voto consultivo, il Direttore Amministrativo, il quale esercita anche le funzioni di segretario.

Art. 37 - Consiglio di Amministrazione

1. Il Consiglio di Amministrazione cura la gestione amministrativa, finanziaria e patrimoniale dell'Ateneo. Spetta in particolare al Consiglio di Amministrazione:
a) definire e attuare, sentito il Senato Accademico, i criteri per la ripartizione delle risorse finanziarie e di personale tecnico e amministrativo;
b) approvare prima dell'inizio di ogni anno accademico, sulla base del piano pluriennale di sviluppo e degli indirizzi formulati dal Rettore, il programma annuale di attività dell'Ateneo per quanto riguarda l'acquisizione delle risorse e la migliore utilizzazione delle strutture esistenti;
c) approvare, sentito il Senato Accademico, il bilancio di previsione e il
Regolamento per l'Amministrazione, la contabilità e la finanza d'Ateneo;
d) approvare il regolamento di organizzazione d'Ateneo;
e) approvare il conto consuntivo e i regolamenti per il personale tecnico e amministrativo;
f) predisporre, in conformità ai criteri formulati dal piano pluriennale di sviluppo, il piano di sviluppo edilizio dell'Ateneo e approvare i relativi interventi attuativi;
g) deliberare su proposta della Giunta di Ateneo e sentito il Senato Accademico, la ripartizione dei finanziamenti per la ricerca;
h) esprimere parere sugli atti del Senato Accademico concernenti la programmazione dello sviluppo dell'Ateneo;
i) approvare, con le modalità previste dall'art. 35.7, i provvedimenti relativi alle contribuzioni a carico degli studenti;
l) approvare i programmi di attività dei dirigenti e dei responsabili delle strutture di cui all'art. 44.5;
m) attribuire e revocare le funzioni dirigenziali o assimilate di cui agli artt. 44.1 e 45.4.
2. Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Rettore, in via ordinaria, almeno una volta ogni due mesi e, in via straordinaria, quando ne faccia richiesta almeno un quarto dei suoi membri.
3. Il Consiglio di Amministrazione, con le modalità di cui alla Disp. I Parte V del presente Statuto, può delegare alla Giunta d'Ateneo l'esercizio di proprie attribuzioni salvo quanto previsto alle lettere b), c), d), e), f) limitatamente alla approvazione del piano di sviluppo edilizio, g), i) e m) del primo comma del presente articolo.
4. Con le medesime modalità il Consiglio può inoltre delegare ai dirigenti e ai responsabili di settore, in materie specificamente determinate dalla delibera, l'esercizio di funzioni amministrative o lo svolgimento di determinati compiti ferme restando le competenze loro attribuite dalla normativa vigente.
5. Le modalità di funzionamento del Consiglio di Amministrazione sono stabilite da apposito regolamento approvato a maggioranza assoluta dei componenti.
6. Il Consiglio di Amministrazione è costituito con Decreto del Rettore ed è composto da:
a) il Rettore;
b) il Prorettore vicario;
c) il Direttore Amministrativo;
d) quattro rappresentanti dei professori di ruolo di prima fascia;
e) tre rappresentanti dei professori di ruolo di seconda fascia;
f) due rappresentanti dei ricercatori e gli assistenti del ruolo ad esaurimento;
g) quattro rappresentanti del personale tecnico-amministrativo;
h) sei rappresentanti degli studenti designati dal Consiglio studentesco con voto limitato;
i) un membro designato dalla Regione Emilia Romagna;
l) un membro designato dal Comune di Bologna;
m) l'Intendente di Finanza anche in rappresentanza del Governo;
n) un rappresentante degli enti convenzionati con l'Ateneo per il funzionamento delle sedi decentrate;
o) può, altresì far parte del C.d.A. un rappresentante dei soggetti privati che si impegnino a contribuire, per tutta la durata in carica del Consiglio e secondo criteri fissati dal Senato Accademico al bilancio dell'Università con l'erogazione di fondi non finalizzati.
La mancata designazione di membri non inficia l'insediamento del Collegio.
7. I membri di cui alle lettere i), l), n) e o) del comma 6 del presente articolo non possono essere docenti universitari o dipendenti dell'Ateneo.
8. Il Consiglio di Amministrazione è rinnovato ogni tre anni. I membri elettivi del Consiglio non possono svolgere più di due mandati consecutivi.

Art. 38 - Consiglio studentesco

1. Il Consiglio Studentesco è un organo di rappresentanza degli studenti a livello di Ateneo, ed è composto da trenta membri di cui un rappresentante designato fra gli studenti eletti nei Consigli di Facoltà per ognuna delle medesime, e i restanti rappresentanti eletti con metodo uninominale in collegio unico di Ateneo secondo modalità definite da apposito regolamento approvato congiuntamente da Senato accademico e Consiglio di amministrazione.
2. Il Consiglio Studentesco designa, all'interno dei propri componenti, i rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Amministrazione, che durano in carica quanto il Consiglio studentesco medesimo.
3. Gli studenti eletti nel Consiglio dell'azienda per il diritto allo studio possono partecipare alle sedute senza diritto di voto.
4. Il Consiglio studentesco è costituito con Decreto del Rettore, dura in carica 2 anni e può eleggere al proprio interno una giunta con funzioni istruttorie e di coordinamento.
5. Il Consiglio studentesco esprime pareri obbligatori sulle proposte cocernenti le seguenti materie:
a) piano di sviluppo;
b) bilancio di Ateneo;
c) regolamento didattico di Ateneo;
d) determinazione di contributi e tasse a carico degli studenti;
e) interventi di attuazione del diritto allo studio.
Può esprimere, altresì, il proprio parere su ogni altra proposta riguardante in modo esclusivo o prevalente l'interesse degli studenti.
6. Il Consiglio studentesco ha il compito di promuovere e di gestire i rapporti nazionali ed internazionali con le rappresentanze studentesche di altri Atenei.
7. I pareri di cui al comma 5 si considerano acquisiti se non adottati entro 20 giorni dalla trasmissione al Consiglio studentesco del testo della proposta.
8. Sulle proposte di cui al Comma 5 il Consiglio studentesco ha anche poteri di iniziativa nei confronti degli organi competenti.
9. L'esecuzione delle deliberazioni adottate nelle materie di cui alle lettere c) d) ed e) del comma 5 può essere sospesa una sola volta, entro il termine perentorio di 15 giorni dalla comunicazione, su richiesta motivata del Consiglio studentesco approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti e comunicata senza indugio agli organi accademici.
10. Alle predette deliberazioni, salvo quelle assunte in via di urgenza ai sensi dell'art. 34.1 ult. cpv., può essere data esecuzione solo dopo 15 giorni dalla comunicazione al Consiglio studentesco o, in caso di rinvio da parte di quest'ultimo, se le medesime deliberazioni sono riapprovate dall'organo competente con adeguata motivazione, e con la maggioranza assoluta degli aventi diritto per le deliberazioni assunte dal Senato Accademico.
11. L'Università garantisce al Consiglio studentesco le risorse e le strutture necessarie all'espletamento dei propri compiti.
12. Non possono essere eletti in nessun organo di rappresentanza studentesca gli studenti iscritti oltre il secondo anno fuori corso.

Art. 39 - Difensore civico

1. È istituito l'ufficio del difensore civico, quale garante dell'imparzialità, della tempestività e della correttezza dell'attività dell'Università.
2. Il difensore è eletto a scrutinio segreto, dal Consiglio di Amministrazione, dal Senato accademico e dal Consiglio Studentesco in seduta congiunta, con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti. La designazione deve avvenire tra persone, anche esterne all'Università, che diano garanzie di competenza giuridico-amministrativa e di imparzialità ed indipendenza di giudizio. Il regolamento stabilisce le condizioni di eleggibilità.
3. Il difensore civico dura in carica 4 anni e non è immediatamente rieleggibile. Può essere revocato, con le stesse modalità previste per la sua elezione, per gravi motivi connessi all'esercizio delle sue funzioni.
4. Il Consiglio di Amministrazione assegna i mezzi necessari allo svolgimento delle funzioni istituzionali del difensore civico. Le spese relative al funzionamento del suo ufficio sono a carico del bilancio dell'Ateneo.

Art. 40 - Poteri e funzioni

1. Il difensore civico ha il compito di intervenire per la tutela di chiunque si ritenga leso nei propri diritti o interessi da abusi, disfunzioni, carenze o ritardi imputabili a provvedimenti, atti, comportamenti anche omissivi di organi e uffici o singoli, appartengano questi al personale docente o tecnico-amministrativo dell'Università. Il regolamento ne disciplina le modalità d'intervento.
2. Il difensore civico esercita le proprie funzioni d'ufficio o su istanza dei soggetti, singoli o associati, presentata nelle forme e nei modi stabiliti dal regolamento. Il difensore civico deve sempre fornire una motivata risposta a coloro che gli si rivolgono nelle forme prescritte.
3. Gli organi dell'Ateneo e gli uffici della amministrazione universitaria collaborano con il difensore civico, fornendogli le informazioni e la copia di tutti i provvedimenti, atti o documenti che egli ritenga utili allo svolgimento dei propri compiti, senza che gli possa essere opposto il segreto d'ufficio.
4. Il difensore civico invia annualmente alla giunta di Ateneo e al Consiglio studentesco una dettagliata relazione sull'attività svolta, corredata, se del caso, da segnalazioni e proposte. Tale relazione viene iscritta all'ordine del giorno della giunta di Ateneo ed è discussa in una seduta cui possono assistere i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico nonché i membri del Consiglio studentesco.
5. Il difensore civico può, in ogni caso, inviare ai soggetti di cui al comma 4, relazioni su questioni specifiche, di particolare importanza o meritevoli di urgente considerazione, anche segnalando l'opportunità di adottare appositi provvedimenti.
6. Il difensore civico, se nel corso della sua attività riscontra disfunzioni, carenze o ritardi dell'azione amministrativa per i quali possa configurarsi una responsabilità dei dipendenti, o se questi non gli prestano l'assistenza necessaria all'espletamento delle sue funzioni, è tenuto ad investire della questione il Rettore e il Direttore amministrativo per gli atti di rispettiva competenza.
7. Il difensore civico, quando nell'esercizio dei suoi compiti venga a conoscenza di atti o di fatti che possano integrare gli estremi dei reati di cui agli articoli 323 e 328 del codice penale, come modificati dalla legge 26 aprile 1990, n. 86, è tenuto a darne comunicazione alla competente autorità giudiziaria nonché alla giunta di Ateneo.
8. Il regolamento detta le ulteriori disposizioni per l'organizzazione ed il funzionamento dell'ufficio del difensore civico. Il Regolamento relativo al Difensore Civico viene approvato dal Consiglio di Amministrazione, dal Senato Accademico e dal Consiglio Studentesco riuniti in seduta comune con la maggioranza assoluta degli aventi diritto.