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Luigi Galvani
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Nel 1762 l'università nominò lettore di anatomia, all'età di soli ventisei anni, appena un anno dopo la laurea, Luigi Galvani (1737-1798). Le straordinarie doti di chirurgo gli valsero poi la cattedra di ostetricia all'Istituto delle Scienze, di cui sarebbe divenuto presidente nel 1772. Le sue ricerche sulla struttura degli organi di diversi animali lo portarono a quelle scoperte per cui sarebbe stato riconosciuto come uno dei fondatori della elettrotecnica moderna alla fine del XVIII secolo, insieme coi suoi contemporanei Henry Cavendish, Benjamin Franklin e Alessandro Volta. Fu il primo a scoprire l'azione fisiologica dell'elettricità e nel 1791 il suo De vibus electricitatis in motu muscolari commentarius, che ragguagliava su dieci anni di ricerche, fece rumore nell'ambiente scientifico internazionale. Gli esperimenti successivi sulla contrazione dei muscoli e dei nervi delle rane, toccate con un conduttore bimetallico, dimostrarono che esistono forze bioelettriche nei tessuti animali. La spiegazione di questo fenomeno lo portò tuttavia a una disputa con Volta, disputa in cui ragione e torto erano equamente distribuiti. In ogni caso il lavoro di Galvani contribuì alla scoperta, da parte di Volta, della prima batteria elettrica, ovvero la pila. Galvani tenne la propria cattedra per trentatré anni, ma ne fu allontanato nel 1797. Infatti, durante l'occupazione napoleonica, con molta fermezza rifiutò di prestare il giuramento richiesto dal nuovo governo. Morì l'anno seguente. |