Bologna: città d'arte

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Bologna
è una città particolare per l'integrità
del suo tessuto urbano entro la cerchia delle mura
medievali, che risalgono al XIV secolo. Questo tessuto
è ancora intatto e domina, anche dal punto di vista
visivo, le singole opere architettoniche. A Firenze e a Roma
le opere architettoniche sono più importanti del
disegno della città: a Bologna avviene il contrario.
Qui anche i più bei palazzi rinascimentali e barocchi
sono riassorbiti dalle maglie della planimetria medievale, e
si allineano lungo direttrici a stella che partono dal cuore
della città (dove stanno le due torri pendenti,
Asinelli e Garisenda). Bologna non ha piazze costruite per
dare risalto a facciate imponenti. La continuità
delle strade e dei 35 chilometri di portici, caratteristica
della città, non consente ai palazzi di isolarsi. Un
capolavoro come Palazzo Bevilacqua col suo magnifico
prospetto lavorato a punta di diamante, o come i palazzi
della nobiltà senatoria (Fantuzzi, Albergati,
Montanari), si affacciano all' improvviso sul filo della
strada, mentre i portoni si aprono inaspettatamente su
interni spettacolari, magnifici cortili, ampi
scaloni... I
Bibiena appartengono non a caso a questa città e dopo
i loro trionfi bolognesi raggiunsero, come registi
acclamati, le corti settecentesche europee. I secoli d'oro
dell'arte bolognese sono il XIV e il XVII. In virtù
delle opere realizzate in questi secoli Bologna è
rimasta tappa del viaggio rituale che tutti gli artisti e
gli scrittori romantici, da Füssli a Goethe e Stendhal,
intraprendevano dal nord verso Roma. Il primo exploit
figurativo di Bologna è dovuto alla cultura
cosmopolita che ha alimentato l'università.
I monumenti religiosi del gotico, le chiese e i conventi di
San Francesco e San Domenico con le tombe dei Glossatori,
sono l'espressione di quel rapporto privilegiato con le
regioni del nord che favorirà anche uno sviluppo
della pittura e della miniatura nel XIV secolo
(antigiottesco e antifiorentino). Anche nel XVII secolo la
pittura dei Carracci, di Guido Reni e del Guercino è
antibarocca, in opposizione allo stile dominante a Roma.
Essa dà origine al culto del classicismo e di
Raffaello che garantirà a Bologna una grande fortuna
in Francia e Inghilterra. Lo sviluppo dello Studium
ha inciso sulla struttura urbana, incoraggiando una
serie di iniziative che hanno dato una fisionomia
particolare alla cittadella universitaria. Citiamo i collegi
studenteschi (per esempio il celebre Collegio di Spagna,
fondato nel 1367), la sede dello Studium voluta dal papa Pio
IV (il palazzo dell'Archiginnasio, dove sorge lo stupendo
Teatro Anatomico secentesco in legno d'abete), il palazzo
del Cardinale Poggi, dove fu trasferito lo Studium
in età napoleonica, la torre dello
Osservatorio innalzata nel 1712 quale simbolo della nuova
cultura scientifica, proiettata a livello urbano. Ma occorre
ricordare anche le torri di età medievale, il
complesso delle chiese di Santo Stefano, la maestosa
basilica di San Petronio che domina la piazza principale
della città, dove sorge il Palazzo Comunale.
Nonostante gli sventramenti del XIX secolo e le distruzioni
dell'ultima guerra, questa struttura urbana ha saputo
conservare la sua integrità e il suo
fascino.
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