Associazione di studi di teoria e storia comparata della letteratura
Documento sulle classi di laurea di primo livello e specialistiche

Questo breve documento è steso con l'intenzione di dare un contributo costruttivo alla discussione attorno alle bozze di proposta relative ai nuovo percorsi formativi nell'Università. Ai membri dell'associazione di teoria e storia comparata della letteratura sembra opportuno sottolineare il fatto che dalla sperimentazione in atto in varie università italiane (corsi di studio, indirizzi, moduli), risulta una convergenza abbastanza ampia e si-gnificativa di esperimenti, discussioni, progetti, che riconoscono l'utilità delle discipline del campo paradigmatico di Critica letteraria e letterature comparate (Ermeneutica, Letterature comparate, Metodologia e storia della critica letteraria, Sociologia della letteratura, Storia comparata delle letterature europee, Teoria della letteratura, Teoria e storia della traduzione letteraria; a cui si dovrebbero aggiungere: critica letteraria, teoria e storia dei generi letterari) in molti dei percorsi di studio delle letterature che si stanno programmando nelle Facoltà di lettere e filosofia e nelle Facoltà di lingue e letterature straniere e di Lingue e civiltà orientali.

Sembra utile osservare che la natura trasversale, di carattere metodologico e di aper-tura al confronto tra le culture e letterature europee e extra-europee delle discipline appar-tenenti al gruppo le renda particolarmente adatte ai nuovi percorsi di studio, sia brevi sia specialistici, e possa concretamente aiutare a inserire il sistema universitario italiano dentro il sistema europeo, contribuendo a un'agile e fruttuosa internazionalizzazione dei nostri curricula e a una loro rivalutazione a livello mondiale. Va aggiunto che, se viene considerata dal punto di vista dei problemi generali della formazione, una educazione letteraria in linea con le esigenze attuali nel nostro paese e all'estero - non legata cioè ai problemi delle singole identità culturali, linguistiche e nazionali, ma aperta ai rapporti fra società e culture, culture e letterature, forme della comunicazione scritta, parlata, teatrale, cinematografica, figurativa, rappresentazione e narrazione, finzione e immaginario - sembra avere nella nostra società, nonostante le apparenze e certe facili banalizzazioni molto superficiali e tutte ideologiche, una funzione molto importante, se non essenziale, di acquisizione conoscitiva, approfondimento critico, apertura e flessibilità metodologica, qualità indispensabili per chi è destinato a operare in società complesse basate, come le nostre, sulla comunicazione. Nonostante una certa permanenza di dizioni e concezioni tradizionali (come quella di "letteratura comparata" al singolare) la ricerca italiana negli ultimi anni si è messa coraggiosamente al passo con i tempi, collaborando con le associazioni internazionali, organizzando convegni e gruppi di ricerca, aprendosi alla dialettica del rapporto fra letterature e culture, affrontando dialetticamente e criticamente i problemi della globalizzazione. (Va ricordato che nei paesi del Nord Europa l'insegnamento delle letterature comparate è proposto tranquillamente anche nelle facoltà di economia).

Per queste ragioni, ci preme fare alcune osservazioni rispetto alle bozze di progetti di classi di concorso presentate sinora dal ministero:

  1. Sembra essenziale prevedere, perlomeno all'interno della classe di Discipline letterarie, e possibilmente anche in quella di Discipline linguistiche e letterarie, un percorso autonomo, coerente e completo, di letterature comparate sin dal primo triennio. Non è difficile immaginare che nel mondo della ricerca e anche in quello delle professioni, sarà necessaria la presenza, nel nostro paese, e in rapporto stretto di collaborazione con gli altri paesi europei ed extra-europei, di un personale ben selezionato, ben preparato, di specialisti dello studio dell'immaginario in ambito linguistico e culturale abbastanza ampio, differenziato per aree di specializzazione, capace di affiancare il personale diplomatico nella diffusione della cultura italiana all'estero e nell'opera di dialogo con le altre culture, di lavorare nei molti e diversi campi della produzione culturale, di operare nei vari settori della ricerca.

  2. Per sua natura un insegnamento approfondito e comparato delle letterature (classiche e moderne, europee ed extraeuropee, con al suo centro la letteratura na-zionale, ma in grado anche di proiettare sulla tradizione nazionale l'esperienza del-le differenze e quindi di coglierne le stratificazioni linguistiche, culturali, locali, regionali) ha la sua collocazione naturale nel Biennio specialistico (oltre che nei dottorati). Le figure professionali che possono essere così formate possono affian-carsi efficacemente ai laureati nelle varie specializzazioni letterarie (culture classi-che, cultura italiana, le diverse culture straniere) e operare in modo innovativo nell'insegnamento, ma anche e soprattutto nelle attività di produzione, comunica-zione o conservazione dell'immaginario. Per quanto riguarda la specializzazione degli insegnanti, crediamo che sia essenziale aprire a una visione sovranazionale e comparatistica la loro formazione anche professionale: nel futuro ci sarà sempre più bisogno di un'integrazione attraverso scambi, collaborazioni, reciproci ricono-scimenti fra i vari sistemi scolastici europei e quindi anche una preparazione spe-cifica in proposito degli insegnanti. Ma ci sono altre figure professionali che hanno bisogno di una formazione letteraria e culturale ampia e comparatistica, che sappia recuperare la tradizione umanistica e metterla a disposizione delle esigenze dell'economia, della tecnologia, delle comunicazioni: pensiamo a figure come gli addetti alla carriera diplomatica, all'organizzazione della cultura italiana all'estero, agli operatori nelle varie forme della comunicazione, agli operatori turistici, agli addetti alle pubbliche relazioni specie con i paesi in via di sviluppo e con le relati-ve culture emergenti.

  3. Alcune delle discipline che fanno parte del gruppo, e in particolare quelle di carattere metodologico, di avviamento all'attività critica ed ermeneutica, sono par-ticolarmente adatte a fornire le basi fondamentali della formazione letteraria e lin-guistica, integrando o affiancando gli insegnamenti specifici della letteratura na-zionale o di quella europea o delle varie tradizioni nazionali europee ed extra-europee, in particolare di quella del periodo della modernità. A questo proposito vanno fatte due precisazioni:

Siamo a conoscenza di numerosi progetti di curricula che vengono in questo periodo elaborati o sono in corso di elaborazione, per i vari livelli di laurea, i masters, ecc. in molti atenei italiani. Ci sembra evidente che le discipline appartenenti al raggruppamento L-FIL-LET-14 possono entrare positivamente in numerosi fra questi progetti sia di primo che di secondo livello e divenire il centro propulsore di percorsi di studio coerenti e organici (co-me del resto già oggi succede in un numero assai elevato di scuole di dottorato che si inti-tolano variamento di "letterature comparate", "teoria della letteratura", "teoria del testo", ecc.: a Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Cosenza, Roma III, Siena, Torino, Milano IULM, ecc.).

 

 

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