A seconda delle stagioni, grandi
vasi di erbacee colorano con le loro fioriture il viale di accesso
all'edificio dell'ex Istituto Botanico. Oltre la seconda cancellata, nella
parte retrostante l'edificio, si accede alla zona delle piante officinali, che
richiamano l'origine e la primitiva funzione degli Orti Botanici. Qui è
situata una vasca rotonda che accoglie piante acquatiche spontanee in Italia,
alcune divenute ormai rare; un'altra vasca, posta poco oltre in posizione più
soleggiata, ospita invece alcune specie esotiche con lussureggiante
vegetazione e belle fioriture nel periodo estivo. Nelle immediate
adiacenze di questa seconda vasca sono collocate le serre, che rappresentano
un settore molto importante dell'Orto bolognese. La maggiore, di
costruzione più recente, ospita la preziosa collezione di piante succulente
raccolta e curata dal professor Giuseppe Lodi, recentemente scomparso.
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Nelle altre due, sono ricreate condizioni climatiche caldo umide che
permettono la crescita di piante delle zone tropicali e delle foreste
pluviali equatoriali: felci, orchidee, alberi di interesse alimentare
come Banano, Mango, Tamarindo, Caffè, Cocco, Pepe e specie ornamentali,
fra cui numerose bromeliacee. Nelle varie serre è dislocata
anche una piccola collezione di piante insettivore appartenenti ai
generi Dionaea, Drosera e Nepenthes; esse attraggono per le
particolarità morfologiche dei dispositivi e degli organi con cui
catturano le prede per assorbirne, previa la loro digestione ad opera di
enzimi idrolitici, le sostanze azotate. |
 | Nella zona retrostante la serra si
sviluppa il bosco parco, un ampio prato nel quale crescono alberi isolati, per
lo più originari delle zone temperate del nostro emisfero.
Alcuni di
questi esemplari (Platano, Pioppo del Canada, Noce bianco, Liquidambar,
Cipresso calvo) si impongono per la notevole mole e sono sicuramente di età
avanzata; nessuno di essi, tuttavia, può essere attribuito con certezza al
parco alberato che, agli inizi dell'800, occupava quest'area prima
del trasferimento dell'Orto.
Passeggiando lungo i vialetti del parco gli
stimoli all'osservazione sono innumerevoli, in ogni periodo dell'anno. La
primavera, momento di massima esplosione e magnificenza del mondo vegetale, è
preceduta da segnali puntuali, come la precoce e odorosa fioritura del
Calicanto e quelle di Nocciolo e Corniolo, che colorano di giallo vari punti
del bosco parco, mentre alcuni lembi di prato si macchiano del bianco dei
Bucaneve. Durante l'autunno si ammirano, invece, le magnifiche colorazioni
che assumono le foglie di molti alberi prima di cadere e in inverno, sui rami
ormai spogli, pendono frutti dalle forme spesso inconsuete e bizzarre.
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Al bosco parco si affiancano, poi, alcuni settori dell'Orto dedicati
alle ricostruzioni ambientali: piccoli spaccati di ambienti naturali
tipici del territorio regionale, con le rispettive associazioni
vegetali; alcune ricostruzioni sono di recente sistemazione, altre ormai
consolidate. Tra queste il bosco golenale tipico delle zone
limitrofe ai corsi d'acqua di pianura, spesso inondate durante i periodi
di piena; in esso è evidente una maggiore complessità della vegetazione,
con un alto numero di alberi, arbusti ed erbe distribuiti in più strati
e tali da formare un angolo di bosco igrofilo planiziale di alto valore
didattico. |
La spessa lettiera di foglie secche non
rimossa, che qui ricopre in modo uniforme il sottobosco, contrasta decisamente
con il circostante bosco parco, dove il prato viene regolarmente sfalciato e
ripulito.
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Nelle immediate adiacenze del bosco golenale, uno stagno artificiale
ospita la vegetazione palustre naturale delle zone umide della pianura
un tempo molto più estese delle attuali: in estate si possono ammirare
nell'acqua le fioriture di Ninfee bianche e gialle e sui bordi quelle
dell'Iris giallo e del Garofanino d'acqua . A fianco dello stagno,
su una piccola area rilevata, è in atto la ricostruzione di una
rocciera, formata da grossi blocchi di gesso prelevati dai vicini
affioramenti collinari, destinata ad ospitare specie tipiche di questi
substrati. | La parte più settentrionale dell'Orto,
infine, è occupata da un terrapieno che risale fino all'antica cinta muraria,
confinante sul lato opposto con il viale di circonvallazione. Questo
spazio è destinato alla ricostruzione dei boschi appenninici che ricoprono i
versanti collinari e montani dell'Emilia, distribuendosi in senso altitudinale
in fasce di vegetazione, ognuna con associazioni vegetali caratteristiche.
Tale successione altitudinale è presentata nell'Orto lungo una linea
orizzontale dove, da destra verso sinistra, si riconoscono alcune delle
principali formazioni forestali appenniniche. Il settore orientale, più
asciutto e soleggiato, ospita piante tipiche del bosco sempreverde dell'area
mediterranea (come Leccio. Fillirea e Corbezzolo), ampiamente diffuso nelle
zone centro meridionali italiane; nella nostra regione alcune delle specie qui
presenti compaiono solo sporadicamente, soprattutto nel settore dell'appennino
romagnolo. Il settore centrale del terrapieno si caratterizza per la
presenza di specie proprie dei boschi misti di querce e altre latifoglie
decidue, che dalle prime pendici collinari risalgono sino agli 800, 1000
metri, a contatto con le faggete sovrastanti.
Nel settore occidentale del
terrapieno, infine, più ombroso e fresco, è in atto la ricostruzione del bosco
di faggio tramite l'introduzione di piante prelevate a faggete del nostro
appennino, dove esse rivestono i versanti montani fino a 1600, 1700 metri e
chiudono la serie altitudinale della vegetazione forestale.
La serie delle
ricostruzioni ambientali ospita anche, in un piccolo rilievo situato fra i due
edifici dell'ex Istituto, piante tipiche dei boschi mesofili dell'appennino
bolognese, che occupano i versanti collinari e montani più ombrosi e freschi.
Pagina di
ingresso dell'Orto Botanico dell'Università di Bologna
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